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sabato 16 novembre 2013

Fisicamente

Leggevo poco fa questo post sulla nudità negli spogliatoi in piscina, della mia come al solito molto sensata e assai poco bacchettona amica Noisette.

Riflettevo sulla fisicità. Una figlia che ti entra in casa ormai quasi donna ti fa pensare.

La Venere nera che abbiamo in casa, vabbè proprio nera no ma insomma, con padre e madre così bianchi potrebbe pure essere una somala, in un paio di occasioni mi ha dato fugace visione delle sue abbondanti bellezze. In verità erano occasioni non peregrine: in un caso trattavasi di depilazione, in un altro di visita medica.

Con l'Uomo ovviamente è un'altra cosa, stanno attentissimi a non invadere i reciproci spazi, le porte per cambiarsi e lavarsi si chiudono accuratamente e lui, se non è al mare, non si lascia nemmeno vedere a torso nudo, purtroppo quasi neppure da me. Lei, in mutande e reggiseno, presente lui non l'ho mai vista passare.

Io a casa giro in mutande, canottierine, reggiseni e babydoll, a volte scollatissimi, praticamente sempre, faccio eccezione giusto il giovedì, giorno in cui spesso l'Uomo entra in casa alle ore meno prevedibili seguito dal Granduca. Che peraltro è un uomo di una tale finezza che sarebbe capacissimo di farmi un complimento non allupato né esagerato, ma gradevole e indimenticabile, senza nemmeno mettermi in imbarazzo, e poi parlare serenamente d'altro.

Ma nuda no.

Nuda non me la sento, no.

Cioè. Noi parliamo. Parliamo molto e senza inibizioni. Abbiamo dovuto a più riprese affrontare i temi della sessualità, della contraccezione. Ne dovremo parlare ancora a lungo. Dobbiamo andare dalla ginecologa insieme. Intendendo due diverse ginecologhe, la mia e la sua, e mi sono detta che, se per rassicurarla sulla procedura è il caso che lei sia presente alla mia visita, per me sta bene. Lo decideremo sul momento, ma conoscendola sono sicura che vorrà sapere, vorrà vedere, vorrà capire, perché lei è così, lei deve sapere le cose prima per stare tranquilla (chissà di chi è figlia?).

Però
a) non mi sono mai posta il problema dei bambini in spogliatoio, devo dire peraltro che finora non ho mai visto bimbi di sesso maschile nello spogliatoio delle donne, ma molto spesso ho patito l'esibizionismo di quante girano con la sgnassa all'aria e si spalmano per delle mezz'ore olii e creme senza il minimo bisogno di girarsi di là. Io trovo che quando ti sei lavata e deodorata puoi vestirti e il resto delle operazioni è puro show, insomma io non mi nascondo dietro un armadietto per levarmi il costume e non ti chiederei mai di farlo, ma magari se non ti massaggi le tette per dieci minuti in mia presenza preferisco
b) poiché l'igiene è igiene e il cloro non fa bene, lavarsi senza costume è necessario, e sia io che la Princi preferiremmo poterlo fare in box doccia singoli, invece abbiamo la stanza docce tutta aperta e ciò ci disturba abbastanza
c) non è ancora capitato che io e la Princi andassimo a lavarci nella stanza docce nello stesso momento, e non so se ne ho voglia.

Questa è una di quelle cose che un po' mi fanno tristezza, dell'avere preso a vivere con noi una ragazza così grande: sono certa che se avessi avuto una figlia piccola avremmo fatto fior di bei bagni in vasca insieme, con la schiuma e lo shampoo e le coccole e le paperelle e la pelle d'oca e il profumo del talco.

Per questo sono molto grata alla Princi, che tende ad attirarmi nel suo letto a una piazza quando ha voglia di un bell'abbraccio, perché è una cosa che io non avrei avuto il coraggio di fare se non l'avesse proposta lei più volte, e mi piace tanto, quando la sbaciucchio tutta forte forte sul collo e lei mi fa i grattini sulla schiena, che, di solito, immediatamente dopo mi addormento di botto, come se la bimba fossi io.

Della fisicità c'è bisogno, tra genitori e figli, e sono molto fortunata a essere la mamma e non il papà. Perché anche lui prende e regala abbraccioni e bacioni, ma più spesso a lui tocca la lotta, e la Princi è cresciuta praticamente sola per le strade di Torino e poi s'è fatta due anni di comunità, perciò quando mena a volte fa male sul serio, anche se sta scherzando. Io di solito sono in un'altra stanza quando cominciano, e se sento ridere, strillare e suon di man, non mi avvicino, un po' per lasciare che questi momenti siano una cosa loro, un po' perché mi fa sempre un filino paura vedere l'Uomo, grande e grosso, che la spintona avanti e indietro sul letto o sul divano come una bambolina di pezza.

Non riesco a immaginare cosa deve essere per lei, con tutte le botte vere che ha preso prima, fidarsi così tanto adesso, ridere fino a restare senza fiato e ad avere le lacrime che scorrono sul viso acceso, ridiventare bambina per recuperare quel che s'è persa da piccola.

Chissà se lo sa, il bene che fa a noi poterla avvicinare così tanto, preparati come eravamo a metterci in casa un groviglio di problemi e paure, e testati per la prima volta su A. che aveva i nervi a fior di pelle pressoché sempre.



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