Daisypath - Anniversary

Lilypie - Countdown to Adoption

lunedì 26 agosto 2013

A testa alta come una regina

Vorrei caldamente raccomandarvi (lo so che non è la prima volta) di leggere Marco, e in particolare questo post, anche perché, se volete, in questo periodo potete votarlo per i Macchianera Awards.

Pensavo già di votarlo,anche se non sapevo che fosse candidato per la categoria "blog su genitori e bambini". Poi leggendo quanto scrive mi sono resa conto che, da brava mamma anomala, e mancando davvero come il pane i blog che parlino di adolescenti in affido (e anche questo l'ho già detto: se li trovate segnalatemeli!), io solo lui posso votare. Perché è proprio vero quel che scrive: leggere il suo blog aiuta ad avere meno paura. Del diverso. Dei figli. Di fare il genitore. Della vita di coppia. Della vita punto. L'unica cosa di cui fa venire paura sono i Parigini.


Grazie, Marco.

martedì 20 agosto 2013

X-Men (X-Dad, X-Mom and X-Honey)

Siamo geneticamente mutati, rispetto a due settimane fa.

Due settimane fa la mia rubrica del telefono non era piena di “Camy” “Marty” “Leo” “Vero” “Cate” “Matte” e altri nomignoli*, atti a identificare i numeri di cellulare di svariati quindici-diciassettenni da cui mia figlia (…una figlia? …UNA FIGLIA!) mi scrive messaggi quando ha finito il credito.

Due settimane fa l’Uomo si ricordava le formazioni del Barça, del Genoa, del Manchester United, ora invece deve ricordarsi chi sono Daniel e Maicol e Federico e Mattia e Gianandrea e Cristiano e Ambrogio e Carlo e Mattia2 e Andrea1, Andrea2 e Andrea3*, e anche, esattamente: qual è quello biondo, qual è quello biondo con il ciuffo, qual è quello biondo con gli occhi scuri, qual è quello castano, qual è quello castano alto, qual è quello che si ubriaca il sabato, qual è quello che ci prova, qual è quello che gioca a basket, qual è quello che ci ha provato prima con S. e dopo con tutte le amiche di S., qual è quello che telefona nel cuore della notte, qual è quello che è il fratello di quell’altro.

In questo gioco, io, che perdo a scacchi, a carte, a Scarabeo e a volte anche a ricerca di parole crociate, lo batto 7000 a 4.
S. ride quando lui si sbaglia e io lo sgrido: “Mannnòòòòò, Uomo, ma Maicol non sta nell’hotel in piazza, quello è Andrea2!!! Ma stai attento, quando parliamo???”

Due settimane fa pioveva e S. aveva una paura fottuta di questo posto sconosciuto dove l’avevo portata e dove si sarebbe annoiata a morte, lontano dal caldo, dal mare, dagli amici, in mezzo agli scatoloni, tra una prof con la sindrome da trasloco e un cugino della prof stessa perennemente immerso nei libri di filosofia, che, oltretutto, volevano portarla a camminare (oddio) nei boschi (orrore) e in salita (chiamate Save the Children).

Due settimane fa ci telefonavamo nottetempo con il Chico, “minchia oh che cazzo è ‘sta storia che vai a ballare e vedi dei tipi, oh”**, e adesso frequentiamo un pallanuotista biondino beneducatissimo: “scusa il disturbo, volevo dirti che domani sarò al campo sportivo alle tre e mezza”***. Uno che compare dal nulla e le domanda se va tutto bene, che finge di andare a prendere la pizza con gli altri e invece fa il giro del parco e le arriva alle spalle facendole teneramente “buh”, per poi sedersi a chiacchierare un po’ lei da solo. Senza un minchia, senza un tentativo di sapere se sta con qualcuno, senza una frase scontata. Uno che la presenta a sua madre di passaggio per il paese, e alla frase della madre “chi è questa bella ragazza?” risponde “una mia nuova amica, hai visto che fortuna?” Probabilmente, indagando all’anagrafe, scopriremmo che è morto di febbre spagnola nel 1917.

L’Uomo (geloso perso): “Sì, ma guardalo, in porta è una sega.”
Castagna (con occhi sognanti): “Ma per forza, questo non gioca a calcio. Magari, a pallanuoto, è Dio.”
S. (con voce sognante): “Sì… credo di sì.”
Castagna la guarda di sottecchi e tra sé pensa che uno di sedici anni, che ti scrive “scusa il disturbo” quando ti manda un sms di sera tardi, come fidanzato può essere due cose: un imbranato totale alla Woody Allen, oppure, in effetti, Dio. Ma non mi risulta che Woody Allen abbia mai giocato a pallanuoto. Bene, verificheremo.

Due settimane fa non sapevamo che al mattino sembra un gattino, quando dorme tutta raggomitolata. Non ci eravamo resi conto di quanto poco spazio occupi sotto le coperte con il suo corpicino nervoso. Non sapevamo che le piace l’uva bianca, che non era mai stata in una vera discoteca, che era una vita che voleva andare in Francia e che ha la sensazione che se un giorno vedrà Firenze ci vorrà restare per sempre. Non sapevamo che poteva passare dalla piccola tamarra di strada all’altezzosa spandimerda dei quartieri bene semplicemente varcando la soglia di un negozio, che poteva essere una macchina da guerra nei lavori di casa ma non sa cosa siano le verdure ripiene, né che poteva avere bisogno di carezze tra i capelli per addormentarsi.

Due settimane fa non aveva ancora detto “Avrei troppo dovuto esserci, al vostro matrimonio”, io non avevo risposto “Eh, allora tu avevi 4 anni e non vivevi nemmeno in Italia” e non eravamo ancora state un attimo con il fiato sospeso a valutare quanto è PAZZESCO che ora siamo qui insieme.

Insomma. Due settimane fa giocavamo a “forse questa ragazzina ci verrà temporaneamente affidata, per ora la portiamo un po’ in giro con noi”. Adesso vorrei vedere la fine che farebbe chi avesse il coraggio di provare a levarcela.






*nomi di fantasia

**a titolo esemplificativo

***sms realmente ricevuto. “Scusa il disturbo” ha mandato totalmente in visibilio la neomadre, che solo per quello gli ha già assegnato 12.000 punti sulla scala dei possibili generi.

sabato 17 agosto 2013

Storia vecchia

Storia vecchia è quando siamo arrivate qua in montagna, e io avevo ancora paura di te.

Storia vecchia è tutta la mia vita prima del giorno in cui abbiamo litigato e io non mi sono mossa di un millimetro dalla mia posizione.

Storia vecchia è quando ti sedevi e dicevi "ho mal di stomaco" perché dovevi prendere le misure ad una situazione nuova. Ora, cinque minuti prima di arrivare a casa, mi mandi un perentorio sms: "ho fame".

Storia vecchia è prima che tu imparassi come si chiama il posto dove siamo in vacanza, e i nomi dei locali, prima che conoscessi Sanguedelmiosangue, prima che mi facessi ascoltare i tuoi cantanti preferiti, prima che io imparassi che dormendo parli a voce alta (in due lingue), prima che ti sequestrassi il telefono, prima che tu mi obbligassi a truccarmi tutti i giorni prima di uscire. Prima che tu ti mettessi i miei calzini e io la tua cintura, tu il mio correttore e io il tuo rimmel. Prima che l'Uomo arrivasse e scoprisse che in cinque giorni avevamo già consolidato il rito del panino con l'arrosto di tacchino a mezzanotte, quello dell'uva prima di cena e quello di mettere il vivavoce ai ragazzi che ti telefonano e morire dal ridere quando sparano cazzate.

Storia vecchia è quando non osavamo parlare del futuro. Ora le nostre frasi cominciano con "quest'inverno quando verremo su a sciare", "quando starai da noi", "quando verrò qui da grande", "l'estate prossima", "quando finirò la scuola", e non è più neanche lontanamente possibile immaginare che tu non sia nostra e noi non siamo tuoi.

Storia vecchia è quando nelle conversazioni tra me e l'Uomo non c'era un "lei" antonomastico in ogni frase.

Storia vecchia è tutto quello che è successo nella mia esistenza prima che mi portassi la Cocacola con scritto "condividi questa con Mamma".



sabato 3 agosto 2013

Mi fa impazzire

"C'è dell'acqua, altrimenti il succo di mirtilli, ma ci metto il ghiaccio se lo vuoi perché non era in frigo."
"Va bene il succo."
Pausa.
"Cosa sono i mirtilli?"
L'Uomo: "Sai quei fruttini piccoli, blu, che crescono nel sottobosco?"
"Ah ho capito."
Io: "Sì crescono in montagna, su da noi li raccogli freschi, nei boschi"
"Ma veramente?"

giovedì 1 agosto 2013

Papà

“Sono andati avanti un quarto d’ora [soggetti: Occhipervinca e suo figlio, l’Orsetto di Montagna, seduto in braccio a lui] a parlarsi al telefono usando due banane. Serissimi.” (Cavallino)

“La bimba lo ha acchiappato e baciato. E lui [soggetto: il Professore, il figlio di Musica e Occhibelli] è venuto a dirmi: ci siamo dati un bacio NELLA BOCCA!!!, ma alla terza volta Occhibelli è partito e ha detto a tutti e due: no adesso basta con questo gioco eh” (Musica)

“Mi ha telefonato dalla Florida [soggetto: Billone, il fratello di Musica] dopo due giorni di viaggio di nozze, con una voce d’oltretomba… Papà, sei sveglio? ho bisogno di un po’ di conforto. Mi sono detto: omammamia cosa sarà successo? E poi sai cos’era? Aveva perso la vera nuotando nell’oceano. Allora adesso tornano e, va beh, ho pensato una cosa, si trovano l’anello uguale, con la stessa scritta ma di una misura più piccolo, e poi vanno dallo stesso prete che glielo benedice…” (Sailor, il papà di Musica e Billone)

“E poi sono andato a vedere e [soggetto: S., durante i suoi primi due giorni a casa nostra in Liguria] si era addormentata davanti alle trasmissioni più trash di Mtv. Allora le ho spento la tv, però ho lasciato accesa l’abat-jour in ingresso, così non era al buio, che non le piace.” (l’Uomo)