Daisypath - Anniversary

Lilypie - Countdown to Adoption

martedì 20 agosto 2013

X-Men (X-Dad, X-Mom and X-Honey)

Siamo geneticamente mutati, rispetto a due settimane fa.

Due settimane fa la mia rubrica del telefono non era piena di “Camy” “Marty” “Leo” “Vero” “Cate” “Matte” e altri nomignoli*, atti a identificare i numeri di cellulare di svariati quindici-diciassettenni da cui mia figlia (…una figlia? …UNA FIGLIA!) mi scrive messaggi quando ha finito il credito.

Due settimane fa l’Uomo si ricordava le formazioni del Barça, del Genoa, del Manchester United, ora invece deve ricordarsi chi sono Daniel e Maicol e Federico e Mattia e Gianandrea e Cristiano e Ambrogio e Carlo e Mattia2 e Andrea1, Andrea2 e Andrea3*, e anche, esattamente: qual è quello biondo, qual è quello biondo con il ciuffo, qual è quello biondo con gli occhi scuri, qual è quello castano, qual è quello castano alto, qual è quello che si ubriaca il sabato, qual è quello che ci prova, qual è quello che gioca a basket, qual è quello che ci ha provato prima con S. e dopo con tutte le amiche di S., qual è quello che telefona nel cuore della notte, qual è quello che è il fratello di quell’altro.

In questo gioco, io, che perdo a scacchi, a carte, a Scarabeo e a volte anche a ricerca di parole crociate, lo batto 7000 a 4.
S. ride quando lui si sbaglia e io lo sgrido: “Mannnòòòòò, Uomo, ma Maicol non sta nell’hotel in piazza, quello è Andrea2!!! Ma stai attento, quando parliamo???”

Due settimane fa pioveva e S. aveva una paura fottuta di questo posto sconosciuto dove l’avevo portata e dove si sarebbe annoiata a morte, lontano dal caldo, dal mare, dagli amici, in mezzo agli scatoloni, tra una prof con la sindrome da trasloco e un cugino della prof stessa perennemente immerso nei libri di filosofia, che, oltretutto, volevano portarla a camminare (oddio) nei boschi (orrore) e in salita (chiamate Save the Children).

Due settimane fa ci telefonavamo nottetempo con il Chico, “minchia oh che cazzo è ‘sta storia che vai a ballare e vedi dei tipi, oh”**, e adesso frequentiamo un pallanuotista biondino beneducatissimo: “scusa il disturbo, volevo dirti che domani sarò al campo sportivo alle tre e mezza”***. Uno che compare dal nulla e le domanda se va tutto bene, che finge di andare a prendere la pizza con gli altri e invece fa il giro del parco e le arriva alle spalle facendole teneramente “buh”, per poi sedersi a chiacchierare un po’ lei da solo. Senza un minchia, senza un tentativo di sapere se sta con qualcuno, senza una frase scontata. Uno che la presenta a sua madre di passaggio per il paese, e alla frase della madre “chi è questa bella ragazza?” risponde “una mia nuova amica, hai visto che fortuna?” Probabilmente, indagando all’anagrafe, scopriremmo che è morto di febbre spagnola nel 1917.

L’Uomo (geloso perso): “Sì, ma guardalo, in porta è una sega.”
Castagna (con occhi sognanti): “Ma per forza, questo non gioca a calcio. Magari, a pallanuoto, è Dio.”
S. (con voce sognante): “Sì… credo di sì.”
Castagna la guarda di sottecchi e tra sé pensa che uno di sedici anni, che ti scrive “scusa il disturbo” quando ti manda un sms di sera tardi, come fidanzato può essere due cose: un imbranato totale alla Woody Allen, oppure, in effetti, Dio. Ma non mi risulta che Woody Allen abbia mai giocato a pallanuoto. Bene, verificheremo.

Due settimane fa non sapevamo che al mattino sembra un gattino, quando dorme tutta raggomitolata. Non ci eravamo resi conto di quanto poco spazio occupi sotto le coperte con il suo corpicino nervoso. Non sapevamo che le piace l’uva bianca, che non era mai stata in una vera discoteca, che era una vita che voleva andare in Francia e che ha la sensazione che se un giorno vedrà Firenze ci vorrà restare per sempre. Non sapevamo che poteva passare dalla piccola tamarra di strada all’altezzosa spandimerda dei quartieri bene semplicemente varcando la soglia di un negozio, che poteva essere una macchina da guerra nei lavori di casa ma non sa cosa siano le verdure ripiene, né che poteva avere bisogno di carezze tra i capelli per addormentarsi.

Due settimane fa non aveva ancora detto “Avrei troppo dovuto esserci, al vostro matrimonio”, io non avevo risposto “Eh, allora tu avevi 4 anni e non vivevi nemmeno in Italia” e non eravamo ancora state un attimo con il fiato sospeso a valutare quanto è PAZZESCO che ora siamo qui insieme.

Insomma. Due settimane fa giocavamo a “forse questa ragazzina ci verrà temporaneamente affidata, per ora la portiamo un po’ in giro con noi”. Adesso vorrei vedere la fine che farebbe chi avesse il coraggio di provare a levarcela.






*nomi di fantasia

**a titolo esemplificativo

***sms realmente ricevuto. “Scusa il disturbo” ha mandato totalmente in visibilio la neomadre, che solo per quello gli ha già assegnato 12.000 punti sulla scala dei possibili generi.

1 commento:

  1. Che ci faccio io qua?!
    Mi sento un po' fuori luogo, una specie di estranea invadente.... però leggerti questa volta mi ha emozionata come mai era successo, quindi volevo ringraziarti e.... augurarvi tutto il bene del mondo!!!!!

    StudentessaLiceale

    RispondiElimina